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Interrail: la genesi della “Generazione low cost”

Pubblicato da il Vagamondo in Viaggi Europa · 31/3/2017 11:00:00
Tags: InterrailEuropaViaggiTreno
by il Vagamondo / blog / 31 mar 2017

interrail foto epoca
Inizialmente era “generazione Inter-Rail”: il fascino dello zaino in spalla, treni, ostelli e sacco a pelo, in giro per l’Europa. Il tutto ebbe inizio nel 1972 quando fu lanciato in Europa un programma denominato Interrail, limitato ai viaggiatori con meno di 21 anni (dal 1979 l’età limite passerà a 26 anni) in 21 paesi: Austria,  Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania Ovest, Grecia, Irlanda, Italia, Jugoslavia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Svezia, Svizzera, Ungheria. Da quell’anno in poi sarà possibile attraversare i paesi dell’Europa con un solo biglietto del treno, a un prezzo alla portata di tutti. Vale un mese, giri l’Europa. Una sorta di magia.
Muniti di mappe, tempo, curiosità, voglia di libertà e del libretto con gli orari dei treni di tutta Europa che era consegnato al momento dell’acquisto del pass, i giovani andavano alla scoperta di un continente, l’Europa, che finalmente onorava un articolo presente nella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, ovvero l’articolo 13: “Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato. Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.”.
interrail4Era il tempo del fascino di viaggiare verso l’ignoto e aveva ancora senso immaginarsi il mondo. I consigli sugli itinerari non erano offerti dai travel bloggers più in voga, ma dai personaggi dei romanzi di Robert Musil, Vladimir Nabokov e James Joyce e dai film di Uli Edel, come “Christiane F. Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino”, di Michelangelo Antonioni, come “Blow-Up” e di Wim Wenders, come “Il cielo sopra Berlino”. Le compagnie aeree non avevano ancora scoperto la ricetta magica “low cost” per portare i passeggeri da Milano a Londra, o da Roma a Berlino, al prezzo di una pizza e una birra. Altri erano gli strumenti di navigazione: gettoni e carte telefoniche al posto di smartphone e tablet, che permettono di essere online e in contatto con il mondo 24/24 h, Traveler’s Cheque al posto delle carte di credito o il bancomat.
A quarantacinque anni dalla nascita dell’Interrail, oggi, con le stesse motivazioni e la voglia di libertà di allora, i ragazzi e le ragazze che hanno avuto poco a che fare con gli eventi storici del ‘900, se non sui libri di interrail1scuola e la facilitazione di poter viaggiare in Europa con la moneta unica, pensano che il low cost sia una filosofia di vita e non una necessità. La generazione low cost ha tra i venti e i trent’anni, disponibilità economiche limitate, livelli d’istruzione alti, ci mettono spesso anni a trovare un lavoro non precario, ma hanno tanta voglia di vivere l’Europa. Viaggiare apre non solo la mente ma anche nuovi panorami culturali, sociali e soprattutto lavorativi. E spesso, tra un viaggio e un altro, per lavoro, per studio o per semplice diletto, succede se ci si trova bene e non si vuole più tornare. Oggi come allora.



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